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300.000 anni di storia
Gli oltre seimila reperti esposti nell’imponente salone colonnato raccontano le vicende storiche della città e del territorio dal paleolitico al medioevo. L’allestimento, pur preservando le vetrine ottocentesche, è scientificamente aggiornato e risponde a criteri cronologici e topografici. Alle raccolte delle terramare, che costituirono il primo nucleo del Museo Civico all’atto della fondazione, si sono aggiunte nel corso del tempo altre raccolte di età pre-protostorica e storica, frutto delle ricerche e degli scavi archeologici eseguiti in città e nel territorio che hanno contribuito a fare del Museo il punto di riferimento dell'archeologia dell'intera provincia.
I primi gruppi umani nel Modenese
Villaggi di agricoltori e allevatori
L’affermazione della metallurgia
Un sistema politico ed economico organizzato
Prima di Roma: le invasioni galliche
Il Modenese tra età repubblicana e tarda antichità
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I primi gruppi umani nel Modenese
Paleolitico e mesolitico | 300.000 anni fa - VII millennio a.C.
Le prime tracce del popolamento più antico nel Modenese si datano a 300.000 anni fa e sono costituite da strumenti in pietra scheggiata che testimoniano la presenza, in area collinare, di piccoli gruppi di individui con accampamenti stagionali o temporanei legati alle attività di raccolta di vegetali e alla caccia.
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Villaggi di agricoltori e allevatori
Neolitico | V metà - IV millennio a.C.
Le numerose testimonianze del territorio modenese coprono l’intero arco cronologico del neolitico e si riferiscono principalmente a contesti abitativi, che documentano il passaggio da una dimensione nomade o seminomade alla sedentarietà. Il mutato rapporto con l’ambiente, che ora comporta la produzione delle risorse alimentari grazie alle pratiche di agricoltura e allevamento, determina cambiamenti sociali e tecnologici.
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L’affermazione della metallurgia
L'età del rame | Metà IV - III millennio a.C.
Le prime testimonianze del Modenese inquadrabili nell'età del rame provengono soprattutto da sepolture. La produzione di oggetti in rame è limitata ad armi come pugnali, alabarde e asce, il cui possesso è prerogativa dei guerrieri di rango, come dimostrano i corredi funerari di queste nuove figure sociali.
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La grande trasformazione
L’età del bronzo e le terramare | Fine III - II millennio a.C.
Durante l’antica età del bronzo (2300–1650 a.C.) il territorio modenese era scarsamente abitato, ma a partire dal 1650 a.C. si assiste ad un radicale mutamento del paesaggio della pianura padana centrale, determinato dall’arrivo di nuove comunità che occupano capillarmente il territorio: inizia la civiltà delle terramare.
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Alle soglie della storia
L’età del ferro | IX - VII secolo a.C.
All’inizio dell’età del ferro, la pianura padana appare nuovamente abitata dopo il lungo abbandono che segue il crollo delle terramare. L’affermazione della cosiddetta “cultura villanoviana” nella zona emiliano-romagnola si realizza nello stesso periodo in cui nell’area tirrenica nascono i primi agglomerati protourbani che precedono le grandi città etrusche.
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Un sistema politico ed economico organizzato
L’Etruria padana | VI - IV secolo a.C.
Nel corso del VI secolo a.C., nel territorio compreso fra l’Adriatico, l’Appennino e il Mantovano, cominciano a delinearsi i caratteri di un sistema politico economico organizzato che vede probabilmente Felsina (Bologna) nel ruolo di capoluogo, Spina come porto commerciale, Marzabotto e Mantova come avamposti strategici.
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Prima di Roma: le invasioni galliche
I Celti | IV - III secolo a.C.
Lo stanziamento delle tribù galliche nel territorio modenese, che si data al IV secolo avanzato, non comportò un significativo mutamento dell'assetto demografico del territorio, caratterizzato dalla convivenza con le comunità etrusche. Inizialmente alcune enclave etrusche sopravvissero nelle valli di Mirandola, nella fascia prossima al Po, e verso sud, lungo la valle del Panaro, via di comunicazione per l’Italia Centrale.
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Il Modenese tra età repubblicana e tarda antichità
L’età romana | III secolo a.C. - VI secolo d.C.
Il progetto di occupazione della pianura padana, avviato dai Romani nel III secolo a.C. si concretizza con la costruzione della Via Aemilia nel 187 a.C. Le testimonianze del territorio, suddiviso secondo la pratica agrimensoria della centuriazione, sono riferibili a fattorie, edifici rurali e ville, a strutture a carattere produttivo, come le fornaci, e a necropoli.
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Mutina splendidissima et floridissima
Modena romana | III secolo a.C. - VI secolo d.C.
Mutina è una città sepolta. Gli spessi strati di terreno alluvionale che la ricoprirono tra la tarda antichità e il medioevo hanno in gran parte sigillato case, strade, edifici pubblici e necropoli che riemergono ogni volta che si indaga il sottosuolo, restituendo l’immagine di una città definita da Cicerone "splendidissima et floridissima".
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Da Mutina alla città comunale
Il Medioevo | VI - inizi XV secolo d.C.
I confini di Modena comunale non corrispondono a quelli disegnati dalle mura di Mutina romana. Lo spostamento della città post-antica rispetto a Mutina affonda le sue origini probabilmente nell’avanzato III secolo d.C., quando l’impero romano fu investito dalle prime incursioni barbariche.
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Le storie dei Mutinenses
Il Lapidario Romano del Museo Civico | Fine I secolo a.C. - inizi II secolo d.C.
La sezione romana del Museo è arricchita dalle testimonianze monumentali delle necropoli di Mutina venute in luce dal secondo dopoguerra ad oggi ed esposte al piano terra del Palazzo dei Musei. I monumenti attestano la ricchezza raggiunta da Mutina e, attraverso i messaggi tramandati dalle epigrafi, forniscono un affresco sul variegato tessuto sociale della città.
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