Nuova luce su Antonio Consetti
Grazie al sostegno del Lions Club Modena Romanica, il Museo Civico di Modena presenta al pubblico, dopo un importante intervento di restauro, un dipinto di Antonio Consetti (Modena, 1686–1766), protagonista della scena artistica modenese del Settecento.
L’opera, intitolata La Trinità adorata dai santi Bernardino, Girolamo, Nicola da Bari, Francesca Romana e Andrea Avellino e realizzata nel 1744, è stata restaurata nel 2026 dalla restauratrice Cristina Lusvardi. L’intervento, finanziato dal Lions Club Modena Romanica sotto la presidenza di Maja Argenziano, è stato condotto sotto la direzione del Museo Civico e l’alta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
L'intervento di restauro
Il restauro ha interessato sia la tela che la cornice e ha restituito al dipinto luminosità e ricchezza cromatica.
La pulitura ha rimosso lo sporco accumulato nel tempo e i protettivi che offuscavano i colori, mentre il consolidamento ha contribuito a migliorarne le condizioni conservative. La ritrovata brillantezza cromatica consente oggi di apprezzare pienamente la qualità esecutiva, l'equilibrio compositivo e l'intensità espressiva delle figure.
L'opera
Il dipinto è il bozzetto preparatorio della pala d'altare realizzata da Consetti nello stesso anno per la chiesa di San Nicolò a Carpi, ancora conservata nella cappella Pio. La composizione raffigura la Trinità adorata da cinque santi e si inserisce in un articolato percorso di elaborazione artistica, documentato anche da tredici disegni preparatori conservati presso la Biblioteca Civica d'Arte “Luigi Poletti” di Modena.
L'intervento ha offerto l'occasione per riscoprire il valore del bozzetto non soltanto come studio preparatorio, ma anche come opera dotata di autonomia e notevole qualità artistica, espressione della piena maturità di Consetti. La migliore leggibilità della scena permette di cogliere con maggiore evidenza il rapporto tra le figure, l'intensità dei gesti e il dialogo visivo con l'osservatore, particolarmente significativo nella figura di san Bernardino.
L'artista
Pittore prolifico, Antonio Consetti lavorò per chiese, confraternite e committenti privati, distinguendosi anche per il suo impegno nella formazione artistica cittadina. Fondò un'Accademia del Nudo nella propria abitazione e, nel 1763, l'Accademia di Pittura in Palazzo Comunale. Fu inoltre a lungo Soprintendente delle collezioni estensi. La sua pittura, ispirata al classicismo di Gian Gioseffo Dal Sole e Donato Creti, si caratterizza per sobrietà ed equilibrio.
Il restauro rappresenta un'importante occasione di collaborazione tra il Museo Civico e una realtà del territorio come il Lions Club Modena Romanica, il cui sostegno ha permesso di restituire alla collettività un'opera significativa del patrimonio artistico modenese, favorendone la conservazione e una più approfondita conoscenza.


