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Luigi Alberto Gandini, dotto raccoglitore di tessuti

Sabato 12 giugno alle 18 un nuovo appuntamento in collaborazione con ERT Fondazione nel Lapidario Romano del Museo

Luigi Alberto Gandini, dotto raccoglitore di tessuti
Sabato 12 giugno, ore 18

Lapidario Romano del Museo Civico di Modena
Palazzo dei Musei
Largo Porta Sant’Agostino 337

Ingresso gratuito su prenotazione: T. 059 203 3125 – palazzo.musei@comune.modena.it

Con Francesca Piccinini, Museo Civico Modena
Letture a cura di Elena Natucci, Compagnia permanente di ERT

Museo Civico di Modena e ERT Fondazione collaborano ad un nuovo appuntamento della rassegna dedicata ai 150 anni del museo, per raccontarne episodi e personaggi chiave. Sabato 12 giugno alle ore 18 nella scenografica sede del Lapidario Romano del Museo Civico, le letture teatralizzate di Elena Natucci della Compagnia stabile di ERT e i contrappunti di Francesca Piccinini, direttrice del museo, presentano Luigi Alberto Gandini.
Il terzo direttore del museo, dopo Carlo Boni e Arsenio Crespellani protagonisti di due precedenti incontri, emerge come personaggio pienamente inserito nel panorama culturale italiano ed europeo del secondo Ottocento, strettamente legato alla sua città e al museo che la rappresenta.
Dopo una carriera come Guardia Nobile d'onore di Francesco V d'Austria Este, che segue in esilio a Vienna nel 1859, rientra a Modena distinguendosi per il suo impegno civile e politico. Sviluppa presto interessi collezionistici e di ricerca che lo portano a costituire una raccolta tessile di grande valore che ha donato al Museo Civico nei primi anni Ottanta dell'Ottocento, progettandone l'allestimento nella grande sala che ancora oggi la ospita.
Interessato in particolare alla storia del costume e del tessile, soprattutto quello legato alla corte ferrarese del Rinascimento, mette a punto una metodologia di studio considerata all'avanguardia per l'epoca. A lui si deve il riallestimento del Museo Civico realizzato nel 1900 che ha accentuato l'impronta artistico-industriale e dato alle sale quel caratteristico sapore di spazi arredati che ancora oggi il visitatore può apprezzare.