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Un dipinto di Boulanger rivive nel nuovo restauro

Ritorna al Museo Civico il dipinto attribuito a Jean Boulanger

Fa ritorno alle sale del Museo Civico un dipinto su tavola di Jean Boulanger (Troyes, 1608 - Modena, 1660), uno dei più rilevanti artisti del Seicento modenese.
L'opera vede una nuova luce in seguito al recente restauro sostenuto da La Galleria BPER Banca, sensibile sostenitore di operazioni di conservazione e valorizzazione delle raccolte civiche.
Il dipinto dal titolo Due putti che giocano con un'aquila, è stato ricondotto a Jean Boulanger dallo storico dell'arte e docente universitario Daniele Benati, professore ordinario del Dipartimento delle Arti dell'Università di Bologna.
Il meticoloso restauro è stato condotto dalla restauratrice Daniela Bursi con la collaborazione di Germano Bertolani per i lavori di ebanisteria.

Ritenuta un'opera giovanile in cui risulta evidente la formazione a contatto con la bottega di Guido Reni, la tavola si trova esposta nella Sala dell'Arte Sacra del Museo a documentare l'attività di una delle personalità più versatili e interessanti del Seicento in Emilia, negli anni in cui il duca Francesco I d’Este elevò Modena a splendida sede di corte, capace di distinguersi sul palcoscenico barocco del tempo.

Boulanger fu pittore rinomato nella decorazione ad affresco negli anni di Francesco I d'Este, della sua pittura su tela, che dovette essere molto vasta, rimangono pochi esemplari, per lo più di carattere sacro. Ancor più rara e preziosa, la sua produzione su supporto mobile che annovera, solo da tempi recenti, il dipinto del Museo Civico di Modena, donato nel 1904 del Conte Luigi Alberto Gandini.

 Il soggetto, sotto un apparente e giocoso divertissement, allude in modo ricercato ma nello stesso tempo esplicito alla Casa estense e ne celebra la Gloria. La tipologia dei putti ritorna nei cicli di Sassuolo e delle Pentetorri. Il Palazzo Ducale di Sassuolo è il palcoscenico sul quale Boulanger, a capo di una ricca équipe di pittori ma protagonista assoluto, ha modo di esibirsi dal 1636 traducendo in immagini suggestive le indicazioni dei poeti e degli eruditi di corte. La straordinaria ricchezza di linguaggio che sfoggia l'artista in questa sede toccherà l'apice nelle spettacolari soluzioni della Galleria di Bacco, dove il racconto si dipana con sapiente vena narrativa su illusionistici arazzi e elegante orchestrazione con festoni e le cornici di frutta e fiori realizzati dai milanesi Cittadini.

 Il restauro è stato condotto in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città di Bologna e le province di Modena, Reggio e Ferrara.